Avena e celiachia: un bel dilemma. Ogni volta che compare l’avena nelle ricette arrivano puntualmente mille domande sulla possibilità del consumo di questo cereale da parte dei celiaci.
Oggi voglio fare chiarezza.
Partiamo con il dire subito che l’avena è’ una pianta erbacea annuale che si distingue per la sua adattabilità a tutti i climi. È il cereale più ricco di proteine e vanta considerevoli presenze di minerali (ferro, calcio, magnesio, fosforo) e di vitamine che spesso sono carenti nei soggetti celiaci. Ha notevoli proprietà energetiche ed è ricca di fibre e di beta glucani che favoriscono il controllo del livello di colesterolo e di glucosio nel sangue. L’avena è infatti una fonte di carboidrati a lenta digestione. Non provoca forti picchi insulinici e in questo modo fornisce al nostro organismo energia a lungo termine.
L’avena è un cereale naturalmente privo di glutine ma contiene una proteina chiamata avenina, che è simile al glutine e può non essere tollerata da alcuni celiaci. In alcuni soggetti può causare gonfiore, tensione addominale, persino dolore. L’avena non sarebbe lesiva per la maggior parte dei celiaci (99,4%).
Ma quindi l’avena può essere mangiata dai celiaci?
L’avena è un alimento idoneo al consumo da parte delle persone celiache in completa remissione clinica e sierologica di malattia e che stiano seguendo una dieta senza glutine con esclusione anche dell’avena da almeno due anni.
Come comportarsi?
Si consiglia di evitare l’avena subito dopo la diagnosi, in attesa che i livelli di anticorpi nel sangue rientrino nei range di normalità.
Consiglio:
É consigliabile iniziare ad assumerla in piccoli quantitativi per poi aumentare gradualmente dopo circa 2 anni di dieta senza glutine e in remissione di sintomi. Dopo tale periodo si potrà iniziare a reintrodurla gradualmente sotto controllo medico a patto di sincerarsi di acquistare esclusivamente quella etichettata certificata.
Attenzione:
L’avena è naturalmente priva di glutine, ma può essere contaminata da cereali contenenti glutine nelle varie fasi di coltivazione – se ad esempio si usano gli stessi macchinari anche per la raccolta di cereali contenenti glutine – e lungo la filiera. Pertanto è fondamentale leggere attentamente le etichette e acquistare esclusivamente avena certificata senza glutine.
In conclusione:
È consigliabile consumarla dopo due anni dalla diagnosi con dieta priva di glutine, rispettando le indicazioni del medico e aumentarne gradualmente la dose, in modo da verificare la propria soglia di tollerabilità. Deve essere rigorosamente avena certificata senza glutine, cioè coltivata rispettando precisi protocolli tesi a eliminare ogni possibile traccia di contaminazione, permettono di ottenere un prodotto completamente privo di rischi per i celiaci.
Come può essere usata in cucina?
Fiocchi d’avena: sono una base ottima per la colazione, si possono cuocere con latte o acqua, e si possono arricchire con frutta, yogurt o granola.
Farina d’avena: ideale per preparare pancake, muffin, biscotti e torte…
Porridge: può essere fatto con latte o acqua e arricchito con frutta, miele o altri ingredienti a piacere.
Granola: si può preparare con fiocchi d’avena, frutta secca, semi e miele e usata come base per una colazione o uno snack sano.
Vediamo qualche ricetta nel sito: “cestini di granola e frutta”, “biscotti avena senza uova”, “muffin salati con farina di avena”, “pancake con farina di avena”